La notte tra sabato e domenica si è trasformata in un momento di paura e tensione in piazza Nascè, dove un giovane di 21 anni ha esploso un colpo di fucile da caccia, ferendo gravemente una donna di 33 anni, Valentina Peonio. L’episodio ha scosso la città e ha portato all’arresto immediato del sospettato, Giuseppe Calì, che è stato condotto negli uffici della squadra mobile per essere interrogato e successivamente trasferito in carcere.
Secondo le prime ricostruzioni fornite dagli investigatori, guidati dal dirigente Antonio Sfameni e coordinati dal procuratore Maurizio de Lucia, Calì è l’autore dello sparo che ha colpito la giovane donna, raggiunta da un colpo di fucile da caccia caricato a pallini. La scena si è svolta in un’area pubblica affollata, generando sconcerto tra i presenti.
L’indagato, al momento in stato di fermo per detenzione di arma clandestina, non ha saputo spiegare le ragioni che lo hanno portato a portare con sé un’arma e a esplodere il colpo. Oltre all’accusa di detenzione illegale di arma, Calì è indagato anche per lesioni, omissione di soccorso e spari in luogo pubblico.
Le indagini sono ancora in corso e si stanno concentrando sull’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza e sulle testimonianze della vittima e di un’amica presente al momento dell’incidente. Questi elementi potrebbero essere determinanti per chiarire i motivi dell’episodio e per confermare la responsabilità del giovane.
La ferita di Valentina Peonio è stata prontamente soccorsa e si trova attualmente sotto le cure dei medici, ma le conseguenze dell’accaduto sono ancora da valutare. La città di Palermo si interroga sulle ragioni di un gesto così grave e sulla presenza di armi clandestine nel territorio.
Le autorità continuano a lavorare per fare luce su quanto accaduto e garantire che la giustizia faccia il suo corso.




